Fior di Rovo

Fior di Rovo Vivaio di rose antiche e nuove introduzioni Novaspina, peonie, ortensie e idrangee, perenni e graminacee, rovi ornamentali

Se vi batte il cuore per le rose dotate di rara grazia, spinosissima 'Plena' custodisce il fascino puro delle fioriture ...
15/10/2026

Se vi batte il cuore per le rose dotate di rara grazia, spinosissima 'Plena' custodisce il fascino puro delle fioriture selvatiche.
A primavera si riveste completamente di fiori doppi, bianchi e leggeri, dal cuore così fitto da sembrare una miniatura di rosette in seta. Questa profusione candida e luminosa risalta eccezionalmente sul fogliame minuto e verde scuro, pronto a rivestirsi d'oro e di rame ai primi freddi autunnali.
Come rivela il nome della specie da cui origina, è un arbusto marcatamente spinoso, dal portamento cespuglioso e flessuoso. La straordinaria rusticità di 'Plena' le permette di adattarsi, come i suoi antenati selvatici, a spazi difficili e persino suoli magri o sabbiosi.
Ama la luce solare e i terreni ben drenati: superata la fase di impianto, vive felice quasi senza cure.
Sebbene la fioritura si concentri nella bella stagione, il cespuglio continua a donare struttura e personalità al giardino per il resto dell'anno.
Questa varietà è quanto di più distante dall'appariscenza sguaiata di certi moderni ibridi da catalogo! E' una rara gemma da assecondare nel suo sviluppo naturale, libera di svelare la propria innata eleganza, perfetta nel giardino naturale, morbido, rilassato, romantico. Compagne perfette di tanta bellezza: in primavera si possono utilizzare delle aquilegie - hanno aspetto intrinsecamente selvatico che si sposa alla perfezione con lo spirito di questa rosa, magari in una varietà scura per creare un bel contrasto, come ad esempio aquilegia atrata - e per continuare l'interesse estivo quando la rosa diventa sfondo verde, gaura white dove, stipa tenuissima, e perovskia atriplicifolia portano avanti il tema di leggerezza, eleganza e ariosità!

Se amate la rusticità imbattibile delle rose rugose e cercate un fiore che vi lasci letteralmente a bocca aperta, dovete...
14/10/2026

Se amate la rusticità imbattibile delle rose rugose e cercate un fiore che vi lasci letteralmente a bocca aperta, dovete assolutamente scoprire Souvenir de Trélazé.
Nata da una semina spontanea e fortuita intorno al 2005 nei celebri vivai francesi Pépinières Delaunay, questa varietà è diversa da qualsiasi altra! I fiori di 'Souvenir de Trélazé' sono grandi, stradoppi e fitti di piccoli petali increspati che circondano il centro. Questa struttura così particolare ed eccentrica la fa quasi somigliare a una peonia. Il colore è un vibrante e intenso rosso-magenta, tipico delle rugose più affascinanti, che contrasta splendidamente con il fogliame. Il profumo è intenso, avvolgente e persistente, una vera delizia per l'olfatto. Tipico e bellissimo il fogliame "rugoso" verde brillante, dalle venature profonde, che in autunno regala splendide sfumature calde.
Come tutti gli ibridi di rugosa, è una pianta estremamente robusta, resistente al gelo e alle malattie. È rifiorente, tollera bene i terreni difficili e richiede pochissime cure. Cresce come un arbusto vigoroso (circa 1,2 metri di altezza), ideale sia come esemplare singolo sia per creare siepi uniche e profumatissime.
Se state cercando una rosa insolita, dall'anima selvaggia ma dall'eleganza sofisticata, 'Souvenir de Trélazé' saprà rubarvi il cuore. Qualcuno di voi ce l'ha già in giardino o l'ha mai vista dal vivo? Vi piace? Raccontatemelo nei commenti!

Anche questo autunno riparte la promozione delle rose! Scrivimi per maggiori info!----RÊVE D’OR (Noisette)Ci sono rose c...
29/09/2026

Anche questo autunno riparte la promozione delle rose!
Scrivimi per maggiori info!
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RÊVE D’OR (Noisette)
Ci sono rose che conquistano per la perfezione del fiore e altre per la personalità dell’intera pianta: Rêve d’Or appartiene certamente a questa seconda categoria!
Creata in Francia da Claude Ducher nel 1869, è una grande Noisette dell’Ottocento, generalmente indicata come semenzale di Mme Schultz. Dall’incontro tra Noisette e Tè ha ereditato una crescita straordinariamente vigorosa, una lunga rifiorenza e il tipico profumo delle Tè.
I suoi fiori, medio-grandi, semidoppi o doppi, sono un piccolo spettacolo di sfumature: i boccioli possono essere rosati o ramati, per poi aprirsi in tonalità giallo camoscio, albicocca e oro, che maturando virano verso il burro e il crema. Un colore caldo e mutevole, lontano dai gialli uniformi delle rose moderne. Anche i giovani germogli, spesso rossastri o porporini, contribuiscono al fascino della pianta.
Ma è soprattutto la forza vegetativa a renderla speciale. Può raggiungere facilmente i 4–5 metri, producendo lunghi rami relativamente flessibili, perfetti per pergole, archi, pareti e grandi strutture. È una rosa da lasciare crescere, non certo da confinare in poco spazio!
La fioritura è altrettanto generosa: dopo la prima grande fioritura primaverile, continua a rifiorire per tutta la bella stagione, spesso fino all’autunno.
Con Rêve d’Or la potatura deve essere leggera: è una rosa da accompagnare, non da dominare. I rami principali possono essere guidati orizzontalmente o ad arco, favorendo così la formazione di rametti fioriferi lungo tutta la pianta.
In giardino dà il meglio di sé quando le si concede spazio: su una grande pergola, una parete, una cancellata o una struttura rustica, dove può creare una vera massa verde e fiorita.
Postazione calda e molto luminosa, buona circolazione dell’aria, terreno fertile e ben drenato: sono queste le condizioni che permettono a una rosa di questo carattere di esprimere tutto il suo potenziale.
Trovi la descrizione completa e particolareggiata qui: https://fiordirovo.com/2020/04/05/reve-dor/

Ultimamente i giardini sono sempre più piccoli, ma anche pochi metri quadrati possono diventare spazi ricchi di vita e b...
22/06/2026

Ultimamente i giardini sono sempre più piccoli, ma anche pochi metri quadrati possono diventare spazi ricchi di vita e biodiversità. Eppure, invece di valorizzarli, spesso si continua a proporre la stessa soluzione: il classico prato a rotoli.
Dal punto di vista ecologico è quasi un deserto. Non offre nulla agli impollinatori, richiede irrigazioni frequenti, tagli continui e una manutenzione costante per mantenersi "perfetto" (cosa che, peraltro, non accade quasi mai).
Ancora peggio quando si opta per il prato sintetico: plastica, surriscaldamento estivo, nessun valore ecologico e un habitat completamente sterile.
Per gioco ho immaginato due possibili alternative per questo piccolo giardino. La prima è una prairie contemporanea, con graminacee e perenni come echinacee, perovskie, gaure e altre perenni. Un giardino in continuo movimento, capace di offrire fioriture per mesi, rifugio agli insetti e interesse anche durante l'inverno. Una soluzione che in Italia spaventa ancora un po', perché siamo poco abituati all'idea che un giardino possa seguire i ritmi naturali delle stagioni.
La seconda proposta è forse più rassicurante: una bordura di rose naturalistiche a fiore semplice, ad esempio musquee sans soucis e tottering by gently, accompagnate da nepeta, salvia, geranium e graminacee leggere. Al centro, un prato rustico composto da erba, trifoglio e piccole spontanee, comprese pratoline e tarassachi, preziose fonti di nutrimento per molti impollinatori. Un prato che se la cava con poca irrigazione e che, semplicemente, può essere lasciato un po' più alto durante l'estate.
E voi? Se questo piccolo giardino fosse vostro, quale delle due soluzioni scegliereste?

Domani, domenica 24 maggio parteciperò a un evento sulla panoramica di Pino Torinese che si chiama Effetto Bosco con mol...
23/05/2026

Domani, domenica 24 maggio parteciperò a un evento sulla panoramica di Pino Torinese che si chiama Effetto Bosco con molti stand e workshop! Alle 15,30, io e Paolo di Filosofia Vegetale, garden designer e giardiniere, organizzeremo un workshop, anzi due! Il primo si chiama "il giardino naturale dal vaso al paesaggio" e poi farò una dimostrazione di come utilizzare le rose nei giardini naturalistici. Tutto gratuito ma su prenotazione, quindi se vi interessa potete scrivere direttamente a Paolo al 380 312 3513! A domani!

Ci sono rose che attirano gli sguardi con l'opulenza e l'ostentazione… e poi c'è Kathleen, che conquista con quella graz...
20/05/2026

Ci sono rose che attirano gli sguardi con l'opulenza e l'ostentazione… e poi c'è Kathleen, che conquista con quella grazia un po’ selvatica e spettinata tipica dei giardini informali e campestri.
I suoi fiori semplici hanno petali leggermente stropicciati, quasi sgualciti dal vento, in una sfumatura delicatissima di rosa chiaro con riflessi albicocca e crema, più intensi al centro e via via più tenui verso i bordi. In piena fioritura crea un effetto va****so e luminoso, un’esplosione di leggerezza.
È un ibrido di moschata ottenuto da Pemberton nel 1922 e appartiene a quel gruppo di rose che unisce eleganza naturale, grande vigore e una straordinaria facilità di coltivazione.
Uno dei suoi grandi pregi è il fogliame: in primavera i nuovi getti emergono con splendide tonalità rosso-bronzo che contrastano magnificamente con la leggerezza dei fiori. La vegetazione resta sana per tutta la stagione grazie a un’ottima resistenza alle malattie e a una rusticità davvero notevole. È una rosa robusta, affidabile e generosa, splendida lasciata crescere come arbusto libero e morbido tra prati alti e vegetazione spontanea, ma capace di adattarsi bene anche a condizioni non ottimali, come pendii e declivi.
Dopo la fioritura produce bellissime bacche decorative aranciate, che prolungano il suo interesse ornamentale fino all’autunno inoltrato e attirano gli uccelli nel giardino.
Può essere coltivata come grande arbusto morbido oppure guidata come piccolo climber informale. In genere raggiunge circa 180-250 cm di altezza e larghezza, ma in condizioni favorevoli può diventare ancora più ampia e flessuosa.
È una rosa che amo particolarmente accostare a perenni dall’aspetto naturale e leggero, come aquilegie, geranium lilla o malva, e graminacee vaporose come stipa tenuissima o calamagrostis.
Bellissima anche utilizzata in una siepe mista, dove assume quell’aspetto quasi selvatico che la rende così speciale.
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Tra le rampicanti moderne che si avvicinano al fascino delle vecchie rambler violacee, Purple Skyliner occupa un posto i...
06/05/2026

Tra le rampicanti moderne che si avvicinano al fascino delle vecchie rambler violacee, Purple Skyliner occupa un posto interessante: è una rosa ottenuta da Frank R. Cowlishaw nel 2002, e appartiene a quella generazione di ibridi che prova a tenere insieme un’estetica nostalgica con esigenze più contemporanee di rifiorenza e gestione.
I fiori arrivano in grandi grappoli leggeri, semi-doppi, con un colore difficile da descrivere: un viola morbido, che scivola verso il malva e poi verso toni quasi grigio-lavanda.
Non è un viola saturo, ma piuttosto un colore atmosferico, che cambia con la luce e con il tempo.
Uno degli aspetti più interessanti è proprio questo: ricorda certe rose di unica fioritura come Veilchenblau, ma a differenza di questa rifiorisce per tutta la stagione, con ondate successive dalla tarda primavera all’autunno. Bellissima per creare contrasti con altre rose a fiori più grandi e dei colori più svariati, dai gialli ai rosa chiaro. Il profumo è presente ma non invadente, più una nota gentile che accoglie chi vi si avvicina.
La pianta resta piuttosto contenuta per essere una rampicante (circa 1,5–3 metri), con rami flessibili facili da guidare: questo la rende adatta non solo ad archi e recinzioni, ma anche a spazi più piccoli o a strutture leggere.
Un altro punto a favore è la versatilità: può essere coltivata anche come grande arbusto (io la coltivo così!), e tollera situazioni non perfettamente soleggiate meglio di molte altre rose. Sana, robusta, rifiorente e di un colore inusuale: una rosa preziosa!

Non si sa chi abbia creato questo gioiello, ma Russelliana è una di quelle rose che non si dimenticano. È una rambler an...
30/04/2026

Non si sa chi abbia creato questo gioiello, ma Russelliana è una di quelle rose che non si dimenticano.
È una rambler antica (nota già dai primi anni dell'ottocento) di fioritura unica tra maggio e giugno, ma capace di trasformare quel momento in uno spettacolo memorabile. Migliaia di fiori riuniti in mazzetti si aprono in una gamma di colori difficile da descrivere: dal magenta al violetto, fino al malva, in un continuo mutare che rende ogni giorno diverso dal precedente.
I fiori sono di media dimensione, arruffati, e il fogliame opaco e ampio richiama quello delle galliche, creando un effetto complessivo sorprendente per una rambler. È una rosa sana, vigorosa, generosa. I suoi rami lunghi e flessibili si piegano, si intrecciano, si arrampicano con naturalezza su alberi, muri, pergole.
Non è una rosa da contenere, ma da accompagnare, lasciandole lo spazio di esprimere il suo slancio libero. In cambio regala archi fioriti, cascate di colore, angoli ombrosi pieni di grazia.
Ama il sole ma tollera con pazienza la mezz’ombra, resiste bene alla siccità e ai suoli poveri, e raramente si ammala.
Russelliana è la rosa dei giardini selvatici, delle storie dimenticate, di quelle piante che sembrano fatte per spuntare da una cancellata arrugginita o arrampicarsi ostinate su una pergola abbandonata. Bella tutta, come solo certe rose antiche sanno essere.
Una nota importante: il nome 'Souvenir de la Bataille de Marengo' con cui a volte viene indicata non appartiene a nessuna rosa realmente esistita: è un’invenzione relativamente recente di Nancy Lindsay, una garden designer e scrittrice inglese nota per uno stile molto libero — qualcuno direbbe fantasioso — nel trattare storia e nomi delle piante. Il suo nome corretto resta, semplicemente, Russelliana.

Indirizzo

Strada Revigliasco 360
Moncalieri
10024

Orario di apertura

Venerdì 15:30 - 18:30
Sabato 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00

Telefono

+393485144184

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