21/09/2026
Realizzare un giardino secondo natura.
Questo è un giardino nel pieno della sua trasformazione.
Il terreno è stato preparato, alcune parti sono già state piantate, altre aspettano ancora di prendere forma. È una fase che mi piace raccontare perché permette di vedere ciò che, a giardino finito, spesso non si nota più: il pensiero che tiene insieme ogni scelta.
Quando si progetta un giardino, uno degli errori più comuni è cercare di riempire subito ogni spazio. Le piante vengono scelte troppo grandi o disposte troppo vicine, perché si desidera un risultato immediato. Ma un giardino è un organismo vivo: ogni pianta ha bisogno dello spazio necessario per sviluppare la propria forma, incontrare quelle vicine e costruire nel tempo un insieme equilibrato.
In questo progetto siamo partiti dagli alberi già presenti, alcuni molto belli, che danno identità e maturità al luogo. Intorno a loro stiamo creando una vegetazione più morbida e spontanea, fatta di masse, ripetizioni e contrasti: il grigio delle lavande, il movimento leggero delle graminacee, le forme più compatte delle sempreverdi e le fioriture che accompagneranno le diverse stagioni.
Ripetere una stessa pianta in più punti è uno dei modi più semplici per dare unità a un giardino. L’occhio riconosce forme e colori già incontrati e percepisce continuità, anche quando gli spazi sono ampi e le specie utilizzate sono diverse. Allo stesso tempo, lasciare alle piante la giusta distanza permette al giardino di crescere con naturalezza, senza richiedere continue potature o interventi per contenerlo.
Oggi si vedono ancora la terra e le giovani piante. Nei prossimi mesi le forme inizieranno a unirsi; con il passare delle stagioni emergeranno volumi, trasparenze e movimenti che ora possiamo soltanto immaginare.
È questo, per me, uno degli aspetti più affascinanti del progettare con la natura: creare una struttura chiara, ma lasciare che sia il tempo a completarla.