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palma_piatta Piante e tutto il resto. A Roma dal 2022.

Questo è un ART ATTACK!Arrivato in Italia nel 1998 e diventato un vero programma cult per un’intera generazione, ci ha i...
23/08/2026

Questo è un ART ATTACK!

Arrivato in Italia nel 1998 e diventato un vero programma cult per un’intera generazione, ci ha insegnato che con cartone, giornali, forbici dalla punta arrotondata e l’immancabile colla vinilica si poteva costruire praticamente qualsiasi cosa.

Ogni puntata era una piccola scuola di creatività: Giovanni Muciaccia ci accompagnava passo dopo passo nella realizzazione degli “attacchi d’arte”, trasformando materiali semplicissimi in oggetti che, almeno in televisione, sembravano facilissimi da rifare a casa.

Tra le centinaia di creazioni ce n’è anche una che ci riguarda molto da vicino: un cactus tridimensionale. 🌵

Si parte dalla sagoma, si costruiscono e assemblano le diverse parti e poi si colora. Passaggio dopo passaggio, compare un cactus completo di vaso.

Adesso provateci anche voi 💚🌵

Barre e bouquet: i rapper non possono fare a meno dei fiori. A$AP Rocky ha detto che se non fosse diventato un rapper av...
22/08/2026

Barre e bouquet: i rapper non possono fare a meno dei fiori.

A$AP Rocky ha detto che se non fosse diventato un rapper avrebbe potuto fare il fiorista. Tyler, the Creator voleva inizialmente fare di Flower Boy un intero album sui fiori e sui giardini.

E poi Cardi B, Doja Cat, Yung Lean, Pharrell, André 3000, Lauryn Hill e Childish Gambino: tra copertine, videoclip, look, giardini e bouquet fuori scala, i fiori continuano a spuntare ovunque nel rap.

Ed è proprio il contrasto a rendere tutto ancora più interessante. Un genere che ha costruito parte del suo immaginario su testi duri, provocazione, strada, soldi e ostentazione, si ritrova continuamente circondato da rose, margherite, girasoli e composizioni floreali gigantesche.

Abbiamo raccolto un po’ di prove

Magritte è riuscito a trasformare semplici elementi botanici in un sogno. Per creare i suoi capolavori amava partire dal...
21/08/2026

Magritte è riuscito a trasformare semplici elementi botanici in un sogno.

Per creare i suoi capolavori amava partire dalle cose più ordinarie per creare immagini capaci di mettere in crisi la realtà. E la natura era uno dei suoi strumenti preferiti: qualcosa che tutti riconosciamo immediatamente, ma che nei suoi quadri non risponde più alle regole che conosciamo.

Una foglia può mutarsi in un uc***lo monumentale, un frutto può occupare tutto lo spazio, un albero può sembrare contemporaneamente vero e impossibile. La missione non era quella di inventare l’assurdo, ma di trovarlo dentro le cose più comuni.

Non è difficile rimanere stregati dall’illusionismo botanico di uno dei più grandi artisti della storia.

Dietro questa pianta luminosa c’è una storia scientifica ancora più incredibile del suo aspetto.La tecnologia nasce dall...
20/08/2026

Dietro questa pianta luminosa c’è una storia scientifica ancora più incredibile del suo aspetto.

La tecnologia nasce dallo studio di alcuni funghi bioluminescenti e del modo in cui producono luce attraverso il loro metabolismo. I ricercatori dell’azienda Light Bio hanno scoperto che questo processo può essere integrato nel metabolismo di una pianta, permettendole di produrre luce durante tutto il suo ciclo vitale.

Il risultato?
La luce viene prodotta direttamente dalle sue cellule.

Per ora, la Firefly Petunia è in vendita solo negli Stati Uniti. Essendo una pianta geneticamente modificata, per arrivare sul mercato europeo dovrebbe prima superare l’iter autorizzativo previsto dall’Unione Europea.

Prima dei tutorial, dei reel e dei plant influencer, c’erano i consigli di nonna.Quella saggezza fatta di esperienza, os...
19/08/2026

Prima dei tutorial, dei reel e dei plant influencer, c’erano i consigli di nonna.

Quella saggezza fatta di esperienza, osservazione e piccoli gesti imparati nel corso di una vita.

Le piante si conoscevano perché le si era viste crescere per anni. Si sapeva quale angolo della casa preferivano, quando era il momento di spostarle, come far nascere una nuova pianta da una talea e come recuperare quella che sembrava ormai perduta.

Erano conoscenze imparate dalle proprie madri e dalle proprie nonne e poi tramandate, quasi senza accorgersene, alla generazione successiva.

“I consigli di nonna” erano anche questo: un piccolo patrimonio di sapere botanico domestico, costruito con il tempo e custodito attraverso la cura.

Oggi abbiamo tutorial per qualsiasi cosa.
Ma certe cose, le nonne, le sapevano già.

🌱

Uno dei giardini più belli del mondo lo ha realizzato un grande pittore impressionista. Claude Monet non scelse semplice...
19/08/2026

Uno dei giardini più belli del mondo lo ha realizzato un grande pittore impressionista.

Claude Monet non scelse semplicemente un bel giardino da dipingere: intervenne sul paesaggio, scelse le piante, studiò le fioriture e gli accostamenti di colore, creò uno stagno e fece costruire il ponte giapponese.

In un certo senso, prima compose il paesaggio e poi lo dipinse.

Negli ultimi decenni della sua vita quel piccolo universo diventò una fonte quasi inesauribile di immagini. Monet tornava continuamente sugli stessi soggetti — le ninfee, il ponte, i salici, i riflessi sull’acqua — osservandoli cambiare con le ore, le stagioni, la luce e il tempo.

Forse è questa la cosa più affascinante di Giverny: uno dei giardini più famosi al mondo è anche, in qualche modo, una gigantesca opera di Monet.

Niwaki nasce dall’ossessione di Jake Hobson per il giardinaggio giapponese.Dopo aver lavorato come potatore e giardinier...
18/08/2026

Niwaki nasce dall’ossessione di Jake Hobson per il giardinaggio giapponese.

Dopo aver lavorato come potatore e giardiniere in Giappone, Hobson torna in Inghilterra con una convinzione: anche gli attrezzi più semplici possono essere belli, precisi e fatti per durare.

Nel 2007 fonda Niwaki e comincia a importare forbici, seghe, cesoie, coltelli e utensili tradizionali giapponesi, scegliendoli non solo per come funzionano, ma anche per come sono fatti.

Forme essenziali, materiali resistenti, dettagli curatissimi. Oggetti che fino a quel momento appartenevano soprattutto al mondo del lavoro diventano improvvisamente desiderabili anche fuori dal giardino.

Negli anni Niwaki ha costruito intorno al giardinaggio un immaginario riconoscibilissimo, a metà strada tra cultura giapponese, design, workwear e moda.

Forse è questo il suo vero merito: averci insegnato che anche una cesoia, un grembiule o un paio di guanti possono avere lo stesso fascino di qualsiasi altro oggetto di design.

Niwaki ha trasformato il giardinaggio in un culto.

Niwaki

Frida Kahlo aveva trasformato persino le acconciature in un linguaggio.Fu un’artista profondamente impegnata politicamen...
18/08/2026

Frida Kahlo aveva trasformato persino le acconciature in un linguaggio.

Fu un’artista profondamente impegnata politicamente e costruì la propria immagine anche come affermazione delle sue origini e della cultura messicana.

Le trecce, i fiori, i gioielli e gli abiti tradizionali, spesso ispirati alle donne Tehuane, diventavano un modo per rivendicare un’identità messicana lontana dai modelli europei e profondamente legata alle culture indigene del suo paese.

Anche per questo, dietro quelle acconciature botaniche così spettacolari c’era molto di più di una scelta estetica: Frida portava il Messico addosso.

Tutti la ricordano come Nonna Shichiku ed è una vera leggenda. Akiyo Shichiku aveva 63 anni quando decise che era arriva...
17/08/2026

Tutti la ricordano come Nonna Shichiku ed è una vera leggenda.

Akiyo Shichiku aveva 63 anni quando decise che era arrivato il momento di cominciare una seconda vita. Aveva perso il marito e voleva trasformare quel dolore in qualcosa di nuovo. Comprò un terreno agricolo abbandonato nella campagna di Obihiro, sull’isola di Hokkaido, e iniziò a realizzare il giardino che avrebbe sempre voluto vedere: non un giardino perfetto e ordinato, ma un enorme prato in cui i fiori potessero crescere con la libertà di quelli selvatici.

Da allora tutti cominciarono a conoscerla semplicemente come “Nonna Shichiku”.

Girava continuamente per il giardino osservando dove mancava qualcosa e portava con sé le tasche piene di semi, pronti per essere sparsi quando trovava il posto giusto.

Il suo modo di coltivare era altrettanto particolare. Niente pesticidi o fertilizzanti chimici; le erbacce non venivano eliminate automaticamente, perché anche loro contribuivano al paesaggio. A 93 anni raccontava che il giardino non veniva irrigato artificialmente da quattordici anni: preferiva lasciare che le piante sviluppassero le radici e cercassero da sole l’acqua presente nel terreno. 

E lei era diventata quasi parte del giardino: vestiti pieni di fiori, cappelli colorati, una parola per ogni visitatore. Molte persone arrivavano non soltanto per vedere le piante, ma per incontrare lei. 

Akiyo Shichiku è morta nel 2021, a 94 anni. Il giardino però esiste ancora e puoi visitarlo durante il corso dell’anno.

Da qualche anno sta accadendo qualcosa di meraviglioso nel mondo dei fiori.Una nuova generazione di floral designer sta ...
16/08/2026

Da qualche anno sta accadendo qualcosa di meraviglioso nel mondo dei fiori.

Una nuova generazione di floral designer sta trasformando un mestiere antichissimo in un territorio di sperimentazione, sempre più vicino alla moda, all’arte, al design e alla fotografia.

Il bouquet tradizionale non è più necessariamente il punto di arrivo e, soprattutto, si è ampliato enormemente ciò che può entrare a far parte di una composizione.

Accanto ai fiori coltivati compaiono erbe spontanee, rami, foglie secche, bacche, frutti e ortaggi. Carciofi, cavoli, pomodori, peperoncini, grappoli d’uva, radici, semi, piante selvatiche e materiali trovati diventano parte dello stesso vocabolario visivo.

Non si cerca più necessariamente la perfezione. Al contrario, sono spesso le forme irregolari, le piante dimenticate, ciò che cresce ai margini o quello che fino a poco tempo fa non sarebbe mai finito in un vaso a rendere una composizione davvero interessante.

Forse è proprio questo l’aspetto più rivoluzionario della nuova scena floreale: aver allargato enormemente l’idea stessa di decorazione, liberandola dai confini del fiore e del bouquet tradizionale.

Il floral design sta smettendo di essere soltanto l’arte di disporre bene i fiori. Sta diventando un vero e proprio linguaggio visivo contemporaneo, capace di dialogare alla pari con la moda, il design, l’arte e l’architettura.

Indirizzo

Via Casoria, 52
Rome
00182

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 19:30
Mercoledì 10:00 - 19:30
Giovedì 10:00 - 19:30
Venerdì 10:00 - 19:30

Sito Web

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