Progetto Veloce

Progetto Veloce Progetto Veloce nasce per offrire a tutti la possibilità di accedere alla consulenza di un professionista direttamente dal computer di casa. Il tutto on-line !

Progetto Veloce nasce per rivoluzionare il concetto di Interior design offrendo un servizio a basso costo e facile come non mai! Per offrire a tutti la possibilità di accedere alla consulenza di un professionista direttamente dal computer di casa. Ti basta scegliere la tipologia di progetto che piu' si adatta alle tue esigenze e compilare il form che ci permetterà di conoscere meglio i tuoi gusti e l’ ambiente che andremo a ri-progettare. Le foto e la piantina dell'ambiente potrai inviarcele via posta elettronica. In pochissimi giorni riceverai il tuo progetto per rinnovare o arredare gli ambienti, composto di disegni, rendering, suggerimenti su arredi, materiali e colori. Ponendo l’accento sui tuoi gusti conferiremo uno stile “personale” al tuo ambiente con un occhio al budget e un altro alle ultime tendenze.

19/10/2026

Fratture verdi per respirare: Salerno e la necessità di incidere la città compatta

Salerno è cresciuta per addizioni successive, stretta tra il mare e le colline, e nel farlo ha consumato quasi per intero i suoi vuoti. Il risultato è una città compatta che raramente ha scelto di esserlo: una densità ereditata più che progettata, dove il costruito si è saldato al costruito lungo le direttrici di espansione, lasciando al verde un ruolo residuale, spesso confinato a interstizi, risulte di lotti o aiuole di arredo. Ciò che manca non è la quantità astratta di standard, che sulla carta si può dimostrare, ma la continuità e la funzione dei vuoti: spazi capaci di interrompere la massa edilizia, di far circolare l’aria e l’acqua, di offrire una misura alternativa al ritmo serrato delle facciate.

Parlare di fratture urbane di verde significa assumere il vuoto come operazione di progetto e non come scarto. In una città densa la frattura è un taglio deliberato nel tessuto, che fa respirare l’isolato, mette in relazione le quote e restituisce leggibilità alla struttura geografica. I valloni, i compluvi, le linee di displuvio che dalla collina scendono verso la costa sono già, potenzialmente, corridoi naturali, troppo spesso tombati, edificati o ridotti a retrobottega. Il tema è anche climatico e idraulico: le superfici impermeabili continue amplificano le isole di calore e scaricano nella rete piogge intense con tempi di corrivazione sempre più brevi, mentre una frattura verde correttamente dimensionata raffresca, infiltra, lamina e filtra, e riconnette la collina al waterfront.

Ma il verde non è solo infrastruttura: è paesaggio, e il paesaggio è un bene culturale che la Costituzione tutela all’articolo 9. È la lezione che da decenni ripetono associazioni come Italia Nostra e il FAI: la qualità di una città non si misura soltanto nei monumenti, ma nel rapporto tra i monumenti e il loro intorno, tra il costruito e la collina che lo incornicia. Salerno, che può leggersi dal Castello di Arechi come un anfiteatro aperto sul golfo, ha nel suo profilo collinare un patrimonio identitario non meno prezioso dei suoi palazzi. Ogni volta che quel fondale si salda al costruito, la città perde non solo permeabilità ma anche memoria e riconoscibilità. La stessa Italia Nostra, nell’area salernitana, ha più volte sollecitato i comuni a verificare la dotazione minima di verde pubblico e a dotarsi di regolamenti per la tutela delle alberature: richieste che tornano di piena attualità.

Realizzare le fratture in un tessuto consolidato richiede strumenti e realismo, e il PUC offre già dei presupposti. Il piano di impianto bohigasiano, approvato nel 2006, è stato rivisto dalla variante decennale del 2022 e dalla variante normativa vigente dall’aprile di quest’anno; tra i suoi elaborati figura una Carta della Rete Ecologica Comunale (tav. P5), che vale però come ricognizione più che come progetto. Il passo da compiere è renderla prescrittiva, trasformando le connessioni ecologiche da linee su una carta in tracciati vincolati. Il momento è favorevole: con le linee d’indirizzo per la variante strutturale, il Consiglio comunale ha dichiarato l’intento di arrestare il consumo di suolo e ha fermato i nuovi piani attuativi. Tra le aree interessate figurano la collina di Brignano, dove era previsto un edificio di quattordici piani nell’area dell’ex D’Agostino, e l’ex scalo della piccola velocità di via Dalmazia. A Brignano il vuoto può diventare cerniera tra collina e città; in via Dalmazia un grande sedime ferroviario dismesso può offrire il varco verde che il tessuto circostante non possiede. Altrove la frattura nasce lungo l’asta dell’Irno, dove il Parco urbano dell’Irno e il Mercatello indicano già una direzione, e lungo l’asse che unisce la Villa Comunale ai Giardini della Minerva e al Castello di Arechi, da leggere come un’unica spina verde dal mare alla collina.

C’è poi un metodo da prendere in prestito proprio dalle associazioni. Il FAI, con il censimento dei Luoghi del Cuore, ha mostrato quanto sia potente il riconoscimento civico dei luoghi; lo stesso potrebbe valere per i vuoti di Salerno. Un censimento condiviso, promosso dal Comune con la delegazione salernitana del FAI, Italia Nostra, l’Ordine degli Architetti e l’Università, potrebbe individuare gli spazi che i cittadini già considerano varchi, scorci, fondali da salvare, e trasferirli come invarianti nel piano. Una frattura verde riconosciuta da una comunità resiste più di una prescrizione isolata.

Resta una questione di cultura del progetto. Per decenni si è misurata la qualità urbana in metri cubi realizzati e in standard quantitativi soddisfatti; è tempo di misurarla anche in vuoti ben posti, in alberi che crescono, in suoli che respirano. Una città compatta non è per forza una città cementificata: la densità può convivere con la porosità, a patto di progettarla. Salerno ha ancora la possibilità di farlo, ma la finestra si restringe a ogni nuovo lotto saturato. Incidere il tessuto con fratture di verde non è un lusso paesaggistico: è la condizione perché la città resti abitabile, resiliente e, in fondo, riconoscibile a se stessa.

Arch. Marco Di Niola

Progetto Veloce nasce per offrire a tutti la possibilità di accedere alla consulenza di un professionista direttamente dal computer di casa.

Spaccare la piastraPer Salerno e per il PUC, un'idea semplice: aprire crepe nel cemento, ma fatte a regola d'artedi Marc...
07/10/2026

Spaccare la piastra
Per Salerno e per il PUC, un'idea semplice: aprire crepe nel cemento, ma fatte a regola d'arte

di Marco Di Niola, architetto

Chi gira per cantieri e condomìni conosce bene il paesaggio: il cortile o il piazzale di un fabbricato degli anni Settanta e Ottanta, pavimentato in calcestruzzo da un muro all'altro, con una caditoia e due vasi a ricordare che un tempo lì si pensava al verde.

È una soluzione economica e durevole, ma ha un limite che oggi pesa: non assorbe nulla. La pioggia diventa ruscellamento, la fogna si carica in pochi minuti e d'estate il piano continuo restituisce di sera il calore accumulato di giorno.

Per questo dico che bisogna spaccare la piastra. Con garbo, con progetto e con un direttore dei lavori, ma spaccarla.

Oggi che a Salerno si torna a discutere dell'adeguamento del PUC, c'è l'occasione di lavorare anche per sottrazione: togliere pavimentazione dove si può, restituire suolo, riaprire il rapporto tra edificato e terreno. Basterebbero scelte semplici: un indice minimo di permeabilità anche per il patrimonio esistente, incentivi alla disimpermeabilizzazione di cortili e piazzali, procedure snelle per le sistemazioni a verde nei condomìni.

Si può fare con tagli drenanti, buche per alberi con terra vera, pavimentazioni a fughe aperte, piccoli bacini che trattengano l'acqua. Dove la piastra copre un'autorimessa, servono invece calcoli, nuove impermeabilizzazioni e un progetto serio. Nel centro storico, infine, si procede d'intesa con la Soprintendenza, con interventi sobri e reversibili.

Una piastra intera dice: qui è tutto deciso. Una piastra incrinata dice: qui può ancora succedere qualcosa. Dal varco nasce un filo d'erba, poi un cespuglio, poi qualcosa che fa di un cortile un luogo.

Arch. Marco Di Niola

18/07/2025

«Qui è andato in tilt un modello democratico, ma anche un modello economico. E se ne esce soltanto se si forma una coscienza politica condivisa che parta dal presupposto che l’ambizione civile di Milano non possa essere rappresentata dai grattacieli costruiti nei cortili». Elena Granata, docente di urbanistica al Politecnico osserva le vicende metropolitane con sguardo tecnico e passione civile. A partire da quelle che riguardano il suo ambito.

Professoressa, cosa sta succedendo a Milano?
«A prescindere da ciò che è all’esame della procura, il dato di fatto è che in meno di dieci anni qui si è costruito più o meno il 10 per cento delle volumetrie di tutta Italia. C’è stata una densificazione urbana veloce, in altezza e di lusso. E questo porta inevitabili conseguenze». 👉 L'articolo di Giampiero Rossi sul Corriere

02/12/2023

Conformità Urbanistica Edilizia

Negli ultimi anni il tema della Conformità Urbanistica ed Edilizia ha assunto un ruolo importantissimo per potere stipulare l’atto definitivo al fine di poter avere l’Attestato di Regolarità Urbanistica dell’immobile.

come posso verificare se il mio immobile é urbanisticamente conforme?
Al fine di verificare se un qualsiasi immobile (appartamento, villa, negozio, edificio, palazzo, o qualsiasi altro) è dotato della conformità urbanistica (o legittimità urbanistica) bisogna confrontare lo stato di fatto con il progetto depositato negli archivi comunali.

Qualsiasi tipo di immobile, per essere realizzato, deve essere autorizzato da un procedimento dell’amministrazione comunale chiamato titolo abilitativo.

Per ottenere il titolo abilitativo si fa riferimento normativa contenuta nel TUE (Testo Unico dell’Edilizia DPR 380/01). Per essere dimostrare conformità ci deve essere corrispondenza tra il progetto depositato al comune (da un tecnico abilitato) e lo stato di fatto.
I titoli abilitativi con cui può essere autorizzato un edificio sono variati negli anni:
• Licenza Edilizia: dal 1942 con la Legge 1150
• Concessione Edilizia Onerosa: dal 1977 con la Legge 10
• Permesso di Costruire: dal 2003 con il TUE DPR 380/01
Perché e quando, è richiesto il certificato?
Il certificato di conformità urbanistica (o edilizia) verifica se l’immobile è conforme o presenta difformità o abusi edilizi rispetto al progetto presentato al proprio Comune che, se presenti, non permetterebbero la conclusione della compravendita.
Bisogna quindi richiedere il documento prima della compravendita per riscontrare la presenza di eventuali irregolarità, che possono essere sanabili o insanabili.
Se sono sanabili gli interventi spettano al venditore,
Se sono insanabili l’immobile risulta NON vendile.
Tale certificato risulta obbligatorio anche in fase di richiesta ed accensione di un mutuo, per interventi edilizi, per il trasferimento e surroga del mutuo.
come verificare se l’immobile é conforme?
Come precedentemente detto, per capire se la propria casa è conforme bisogna fare riferimento all’ultimo titolo abitativo e verificare quindi tutti i precedenti titoli abilitativi ottenuti nel tempo partendo dal momento della costruzione.
Vanno reperiti presso il Comune tutti i documenti necessari come documentazione fotografica, relazioni e tavole grafiche, successivamente bisogna verificare la presenza di eventuali irregolarità come finestre o porte tamponate, balconi chiusi, tramezzi spostati ecc.
Se l’immobile non presenta difformità, viene rilasciato esito positivo; se invece vengono riscontrate irregolarità, l’esito risulta negativo ed in tal caso è necessario regolarizzare l’abuso e presentare una pratica edilizia in sanatoria.
Rivolgersi ad un professionista risulta quindi indispensabile, prima di vendere, acquistare o ristrutturare casa, è bene accertarsi che tutto si svolga in maniera corretta per non rischiare di incappare in pesanti problematiche.

ll Team di PROGETO VELOCE (arch. Marco Di Niola) è strutturato per offrire ai propri clienti tale servizio, per compravendite trasparenti e sicure.

ll Team di PROGETO VELOCE (arch. Marco Di Niola) è in grado di eseguire questo servizio, contattaci per una consulenza per essere ricontattato.

05/11/2023
04/09/2023

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Fornisco servizi di progettazione architettonica.

I progetti nelle immagini campione appartengono a me.

I miei prezzi sono molto convenienti.

Se lo desideri puoi dare un'occhiata agli altri miei post su Instagram.

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cellulare: 347 6137755

11/01/2023

Lo STUDIO Progetto Veloce
dell'arch. Di Niola ricerca collaboratori/giovani professionisti (figure professionali architetti e ingegneri da inserire nel proprio staff).
Si chiedono motivazioni e capacità di lavorare in team.
Buona conoscenza del software di grafica AUTOCAD
Inviare curriculum/portfolio alla mail: [email protected]

Indirizzo

Viale Delle Ginestre 63 Colle Bellaria Salerno
Salerno
84134

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 14:00

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