20/03/2026
Ho finalmente cambiato l’ultima lettera del mio titolo in tutti i miei canali, da Google, al sito, da qui alla firma delle mail…
Era da un po’ che volevo farlo, ma sono pigra e finché non mi scatta la molla faccio fatica a cambiare. È davvero da tanto però che ragiono sulla questione. Appena laureata ero dell’idea che architetta suonasse male mentre mi pareva che il maschile fosse più professionale e non rappresentasse un genere.
Beh ho cambiato idea, come si tante cose eh, però mi sono informata, mi sono messa in discussione e ho capito cosa tante mie colleghe sostenessero già anni fa. La spinta più grande me l’ha data probabilmente Vera Gheno, col suo podcast (se potete ascoltatelo), in particolare due puntate di ormai tre anni fa (ve l’ho detto che è tanto che ci ragiono!!). Ecco lei giustamente ricorda che l’italiano non è neutro (come l’inglese) e che le parole, tutte, hanno un significato molto specifico. Le parole possono modellare il pensiero. Ecco allora che la scegliere di usare la declinazione corretta può normalizzare una professione. Fateci caso, tutti i lavori di cura sono già declinati e normalizzati al femminile (infermiera, maestra, ostetrica…), perché quindi su altri facciamo così fatica?!